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Altan Naran: Il re

Aggiornamento: 12 mag 2022



Il vento è uno sciacallo

la porta è aperta e

viene un uomo, viene con altri

che lo chiamano re,

grande re.

Cappello di piume

e occhi grigi

grande re potente e

governa la terra.

Due metri per aria

cammina, grande re.

Il suo regno

è centomila

giorni di marcia,

è carico d'oro il

suo sarcofago,

dieci mogli

raccolgono il suo seme.

Lui è re, grande re,

re della terra che lo sostiene

del cielo che lo illumina.

Impero di infinite genti,

Signore di duecentomila

soldati, i suoi piedi

affondano in scarpe di sangue

schiene rotte di schiavi

sostengono la sua corona,

ogni giorno si lava nelle lacrime

dei condannati alla forca,

dorme in cuscini di capelli

strappati alle vedove.

Il re è mio ospite

ma non ha il mio cuore

il cuore non immola.

Il re viene per la mia testa

piegata, il re non conosce la musica del cuore.

Triste signore, povero re.

Il sorriso è la lama del silenzio.

Il vento si spegne in un

serpente di polvere,

Il re è sulla mia porta,

non tornerà.


Altan Naran, Ritorno ad Ulan Bator.


Mosè Previti © 2022

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